La digitalizzazione rappresenta un’opportunità per le aziende di tutto il mondo e di ogni settore, che parte da un cambiamento della leadership manageriale.

Il concetto di innovation leadership si collega con i processi di digitalizzazione e di trasformazione digitale e rappresenta un cambio di mindset che ha impatti diretti sul sull’organizzazione del business e sul ripensamento delle competenze in chiave digitale.

In questo contesto, le aziende sono chiamate ad affrontare le nuove sfide della digitalizzazione; sfide che non riguardano solo il mondo delle industrie manifatturiere ma anche le aziende erogatrici di servizi.

in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale permea e penetra anche le nostre abitudini quotidiane 

Le sfide della leadership manageriale per il digitale

Nel processo di digitalizzazione delle imprese, la leadership è fondamentale e rappresenta la competenza del manager del futuro.

Sviluppare la capacità di essere leader è il primo passo per le aziende che vivono inevitabilmente in un contesto economico in profonda trasformazione e molto competitivo.

Proprio in questo contesto i manager devono porsi delle domande in relazione al futuro della propria azienda e ripensare il proprio ruolo e quello dei propri dipendenti, in vista di un’organizzazione dei processi aziendali di livello superiore. 

In altri termini, i manager digitali del futuro devono comprendere:

  • quali siano le competenze (hard e soft) sulle quali valga la pena investire;
  • quale direzione debba prendere la propria carriera in relazione al contesto socio-economico;
  • quali siano le strategie migliori per affrontare i periodi di cambiamento e transizione in relazione alla trasformazione digitale.

I leader del futuro devono adottare un modello di leadership inclusiva e meno gerarchica.

La leadership inclusiva è quella che si basa sulle persone: essa deve essere trasmessa dai manager a tutti i livelli in un’azienda, stimolando la partecipazione, la proattività e un senso di fiducia di tutti i dipendenti verso il raggiungimento di un obiettivo comune.

Le ricerche e i dati sulla leadership manageriale del futuro 

Come ha confermato una ricerca di Manager Italia nell’ambito dell’ultimo Osservatorio Manageriale 2018, è chiaro per i manager italiani la necessità di andare oltre alle competenze manageriali di base verso la direzione di una leadership orizzontale, o meglio, trasversale che inglobi in sé non solo competenze tecnico professionali ma una visione strategica più ampia, che prenda in considerazione le trasformazioni in atto e ne colga gli aspetti calzanti per la propria azienda. 

Secondo un’altra ricerca dell’Osservatorio Managerial Learning 2017 di Asfor-Cfmt, conferma questo trend.

I manager, infatti, si dicono consapevoli di dover agire su determinate competenze per diventare leader del futuro. Prime fra tutte:

  • visione strategica (43%)
  • capacità di ragionare fuori dagli schemi (41%)
  • competenze digitali (37%)
  • capacità di gestire i conflitti (36%) 
  • capacità di leadership (34%)

Una nuova leadership per affrontare i processi di digitalizzazione aziendale

La digitalizzazione implica, come abbiamo già detto una riconfigurazione dei ruoli manageriali. E non solo… infatti quando si parla di digitalizzazione non si può non pensare alle tecnologie e al modo in cui esse intervengono prepotentemente nella ridefinizione dei processi di lavoro.

I leader digitali, quindi, devono essere in grado di trovare il giusto equilibrio anche tra uomo e macchina, in modo tale che la produttività della propria azienda sia mantenuta intatta o migliorata.

Quello che un leader deve chiedersi è: Come sfrutto le tecnologie e gli strumenti di automazione per aumentare la produttività della mia azienda? Quali tecnologie devo utilizzare? In quali reparti?

E ancora…

In che modo dò valore alle risorse umane? Di quali risorse mi devo avvalere per favorire una vera trasformazione digitale? In che modo rendo partecipi le mie risorse del cambiamento digitale? Come trasmetto loro la nuova cultura digitale e li stimolo all’azione in vista di un obiettivo superiore? 

Sono risposte alle quali si arriva attraverso una visione chiara, strategica e a medio/lungo termine che i leader devono possedere come competenza essenziale.

La digitalizzazione modifica ruoli e competenze a più livelli

La trasformazione digitale impatta su ruoli e competenze interne di un’azienda, prevedendo una forma di ibridazione degli stessi.

Allo stesso tempo l’evoluzione e la trasformazione dei processi e dei ruoli interni è diretta conseguenza di un ampliamento del perimetro aziendale.

L’azienda si confronta infatti con leader esterni, come fornitori, clienti, istituzioni che sono altrettanto immersi nella rivoluzione digitale e hanno delle aspettative nei confronti dell’azienda stessa.

Tutto questo aumenta le responsabilità e le competenze che i vari manager, quadri e decisori strategici di un’azienda devono possedere. 

Per farlo semplice, insomma, il carisma da solo non basta più.

Il ruolo del Chief Technology Officer

Le tecnologie sono onnipresenti in qualsiasi business ed evolvono in tempi rapidissimi.

In tale contesto, anche i manager che si occupano della gestione delle tecnologie, come lo Chief Technology Officer, è quello di proporre soluzioni all’avanguardia rispetto agli standard che clienti sempre più esigenti e digitalizzati si aspettano.

Un lavoro, anche in questo caso strategico, che vede nel leader delle tecnologie colui che ha delle competenze trasversali, in grado di leggere le soluzioni innovative migliori rispetto agli standard interni ed esterni, in una logica di integrazione interorganizzativa di Industria 4.0.

Il ruolo del Chief Human Resources Officer

Anche per coloro che in azienda si occupano della gestione delle risorse umane la digitalizzazione ha un impatto sulle competenze che devono possedere.

Non si tratta più di sole competenze tecniche, ma di soft skills, come ad esempio, il compito di garantire il benessere dei lavoratori all’interno e all’esterno del perimetro aziendale.

Spetta alla direzione risorse umane il compito di diffondere quei valori e principi di una cultura organizzativa dell’orientamento al risultato e la costruzione di un clima di fiducia nei confronti dei dipendenti.

Anche in questo caso il ruolo della tecnologia è rilevante: sempre più algoritmi vengono usati nella selezione del personale per analizzare tratti di personalità e comportamenti che incidono sulle probabilità di successo di una specifica impresa o di una determinata posizione organizzativa

In questo ambito, bisogna valutare se una macchina sia realmente in grado di fare qualcosa in maniera più veloce o a minor costo e se convenga sostituire il lavoro umano.

Un’ulteriore riflessione relativa alle risorse umane è che la digitalizzazione ha rivoluzionato anche il modo di concepire il lavoro. 

Non solo per via dello smart working, ma anche perché il concetto di dipendente (“employee”) di un’azienda sta lasciando il posto a quello di “coinvolto/partecipante” (“involvees”).

Questo passaggio trasformazionale è il frutto di alcune scelte aziendali, che nella selezione delle risorse umane fanno ricorso a consulenti esterni e freelance, a collaborazioni occasionali, a progetto o a forme di lavoro a tempo determinato.

Quindi, occorre ripensare anche i modelli organizzativi e operativi e gestire le risorse umane al meglio, a favore della maggiore produttività aziendale.

Il ruolo del Chief Financial Officer 

Un mondo aziendale che cambia così velocemente per via della digitalizzazione ha dei risvolti anche sulle competenze che il Chief Financial Officer deve vantare. 

La componente tecnologica (macchine e automazione) e quella umana generano costi fissi e variabili per un’azienda.

Se le macchine sono in grado di automatizzare processi ripetitivi e sostituire l’umano prendendo decisioni complesse al posto suo, ecco che il CFO deve intervenire per capire quando questo cambiamento possa rivelarsi utile per l’azienda e quando no.

Da un lato dovrà ampliare le sue competenze tecniche, familiarizzando con le soluzioni tecnologiche a disposizione, e utilizzare la sua esperienza tecnica per capire dove le macchine non riescono ad operare e, quindi, a sostituire l’uomo.

Come diventare leader del futuro sfruttando la digitalizzazione

Per essere non solo un manager, ma un leader le sfide, come abbiamo visto, sono tante.

Soprattutto ora che la trasformazione digitale ha preso il sopravvento e le aziende sono sempre più consapevoli di questo.

Il cambiamento verso il digitale comporta a una rivoluzione nel paradigma aziendale, nella cultura e nel mindset. 

In questo scenario, dovranno cambiare in maniera rilevante anche le caratteristiche dei manager. I futuri leader che sopravviveranno saranno quelli più inclini al cambiamento, in grado di ridisegnare processi, ruoli e competenze. In primis, partendo da sé.

Come può un manager allora migliorare la propria vita professionale, il proprio ruolo e accrescere la produttività della propria azienda?

Attraverso la consepevolezza di una sua acquisizione di competenze nuove, digitali e trasversali. La trasformazione digitale di un’azienda parte dai manager, dai quadri, dai decisori apicali.

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